L’Intreccio tramite il lavoro di professionisti soci che operano al suo interno offre un servizio completo di coordinamento pedagogico che comprende:
Coordinamento Pedagogico de L’Intreccio Coordinamento Pedagogico de L’Intreccio

- Supervisione all’equipe di lavoro
- Osservazione in sezione per valutazioni sul singolo e sul gruppo
- Formazione educatori/ docenti
- Approfondimenti tematici per le famiglie
- Accompagnamento al coordinatore del servizio nello svolgimento del ruolo
- Consulenza per pratiche inerenti servizi all’infanzia ( autorizzazioni e accreditamenti)
- Sportello di counseling
- Colloqui personalizzati con le famiglie utenti dei servizi
Ogni coordinamento è progettato su misura, in base alle specifiche esigenze del singolo servizio, nel rispetto della Legge Regionale 32/90 del Veneto in materia di autorizzazione e accreditamento dei servizi alla prima infanzia. Su richiesta, è possibile ricevere preventivi personalizzati, pensati in relazione alle caratteristiche e del servizio e dell’organizzazione.
Crediamo profondamente nell’importanza di uno sguardo pedagogico nei servizi per l’infanzia: uno sguardo attento, rispettoso e intenzionale, capace di andare oltre l’apparenza per cogliere il significato dei comportamenti, dei silenzi e delle espressioni dei bambini. Lo sguardo pedagogico non giudica né etichetta, ma osserva, ascolta e riflette, riconoscendo ogni bambino come soggetto competente, portatore di bisogni, risorse e potenzialità. È attraverso questo sguardo che la quotidianità educativa si trasforma in esperienza di crescita, relazione e di benessere, e la cura diventa un atto educativo consapevole e responsabile.

In una pedagogia naturale che accompagna i nostri servizi dalla nascita ai diciotto anni, lo sguardo pedagogico rappresenta l’elemento di continuità e di senso. È uno sguardo che riconosce lo sviluppo come processo, non come prestazione, e che rispetta i tempi evolutivi di ciascuna persona, dall’infanzia all’adolescenza. Significa osservare senza forzare, accompagnare senza anticipare, sostenere senza sostituirsi. Uno sguardo pedagogico, in questa prospettiva, permette di leggere i bisogni che cambiano con l’età, mantenendo però costante l’attenzione alla relazione, al contesto e al benessere globale. È ciò che consente ai servizi di essere luoghi coerenti, accoglienti e significativi, capaci di accompagnare la crescita in modo armonico e rispettoso, valorizzando le potenzialità di ciascuno lungo tutto l’arco della vita evolutiva.
Nello svolgimento continuo del nostro lavoro nei servizi e nei territori, non possiamo non pensare siano importanti i punti di vista di alcuni autori che ci guidano ed accompagnano nel nostro pensiero riflessivo.
Maria Montessori-Centrale per l’idea di osservazione scientifica, rispetto dei tempi evolutivi, ambiente preparato e fiducia nelle competenze del bambino. Lo sguardo pedagogico come atto intenzionale.


John Dewey-Per la continuità educativa, l’esperienza come cuore dell’apprendimento e il legame tra individuo, ambiente e comunità.
Jean Piaget-Importante per la lettura dello sviluppo cognitivo come processo e per l’idea di tappe evolutive da rispettare.
Loris Malaguzzi-Fondamentale per l’idea di bambino competente, per l’ascolto e per lo sguardo che valorizza linguaggi, contesti e relazioni.
Urie Bronfenbrenner-Molto coerente con una visione di crescita dai 0 ai 18 anni: lo sviluppo come risultato di sistemi interconnessi (famiglia, servizi, scuola, territorio).
Formazione continua degli educatori
La formazione continua è un elemento essenziale della professionalità educativa. Educare significa confrontarsi ogni giorno con la complessità dei contesti e con i bisogni in evoluzione di bambini e ragazzi, e richiede quindi uno sguardo pedagogico in costante trasformazione. In questa prospettiva, la formazione non è solo aggiornamento teorico, ma spazio di riflessione sull’agire educativo: come sottolinea Donald Schön, l’educatore è un professionista riflessivo, capace di pensare la propria azione mentre agisce e di apprendere dall’esperienza. Allo stesso tempo, il pensiero di Loris Malaguzzi richiama il valore dell’ascolto, del confronto e della costruzione condivisa del sapere educativo. Attraverso osservazione, lavoro d’équipe e supervisione pedagogica, la formazione continua sostiene educatori capaci di rispetto dei tempi evolutivi e di cura delle relazioni, contribuendo alla creazione di contesti educativi coerenti e generativi di benessere lungo tutto l’arco dello sviluppo.
Colloqui e consulenza pedagogica


I colloqui e la consulenza pedagogica offrono alle famiglie uno spazio dedicato di ascolto e riflessione sul percorso di crescita dei figli. Attraverso incontri personalizzati e approfondimenti mirati, è possibile accompagnare i genitori nella lettura dei bisogni evolutivi di bambini e ragazzi, valorizzando le competenze genitoriali e sostenendo la costruzione di relazioni educative consapevoli. La consulenza pedagogica favorisce alleanze educative fondate sul dialogo, sul rispetto dei tempi di ciascuno e su una visione condivisa del benessere e dello sviluppo.
Dialogo con il territorio e le istituzioni
Dialogare con il territorio e con le istituzioni per noi, significa riconoscere che il benessere dei giovani e delle giovani famiglie è una responsabilità condivisa. Il confronto costante tra servizi educativi, scuole, enti locali e realtà associative permette di costruire risposte integrate e coerenti, capaci di sostenere i percorsi di crescita, autonomia e autodeterminazione. Lavorare in rete favorisce la lettura condivisa dei bisogni emergenti, valorizza le risorse del territorio e contribuisce alla creazione di contesti educativi inclusivi, in cui giovani e famiglie possano sentirsi accompagnati e riconosciuti.